dic 22

prs-505_1Nel mio recente viaggio negli Stati Uniti ho comprato un piccolo gioiellino che è impossibile trovare sul mercato europeo… l’e-book reader di Sony, modello PRS-505! La meraviglia era in vendita alla modica cifra di 267$, che con le tasse son divemtati 310$ (circa 225€ al cambio di allora).

Per trovarlo ho faticato non poco… sembrerebbe infatti che i negozi di elettronica a Manhattan non siano diffusissimo, ma alla fine sono riuscito a trovarlo presso un punto vendita di B & H Photo Video che si trovava vicino al mio albergo. Il lettore di e-book era disponibile in 3 diverse colorazioni: Silver, Black e Red. Io ho optato per la versione silver perchè mi sembrava la più riposante per gli occhi.

Ma veniamo alle caratteristiche di questo dispositivo:

  • Peso: 250g
  • Dimensioni: 12,3 x 17,43 x 0,78 cm
  • Memoria: 192 MB (in realtà sono 256MB ma 64MB sono occupati dal firmware)
  • Memoria aggiuntiva: slot SD e slot Sony Memory Stick
  • Autonomia della batteria: circa 7500 refresh dello schermo
  • Connettività: USB 2.0 che funge anche da carica-batterie
  • Formati supportati: BBeB  Book, PDF, EPUB, RTF, TXT, JPEG, PNG, GIF, BMP, MP3, AAC
  • Accessori inclusi: Copertina in similpelle e cavo USB

prs-505_2Il Sony PRS-505 oltre ad essere un lettore di e-book (il cui mercato ufficiale in italia è ahimè inesistente) funge anche da lettore MP3, anche se a mio avviso usarlo per riprodurre musica sarebbe uno spreco poiché accorcerebbe notevolmente la durata della batteria del dispositivo che è proprio uno dei suoi punti di forza (ben 7500 cambi di pagina sono davvero tanti… soprattutto se si considera che un libro ha di solito non più di 1000 pagine). 

Il PRS-505 è in grado di leggere qualsiasi PDF ma se la formattazione non è compatibile con le dimensioni del suo schermo (che è più piccolo di un A4… formato in cui si trovano molti PDF) si può agire in 2 modi: in un caso il PDF viene “rimpicciolito” fino a farlo stare nella pagina mantenendo la formattazione originale, oppure viene alterata la formattazione sul momento (viene anche quindi aumentato il numero di pagine) per permettere del file usando caratteri sufficientemente grandi da non dare problemi a nessuno.

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Le immagini ovviamente vengono convertiti in scala di grigi sicché lo schermo E-Ink di cui è dotato il dispositivo possa rappresentarla. Per quanto riguarda i formati ePub e BBeB Book non ci sono problemi di rappresentazione poiché hanno di solito formattazioni adatte agli schermi degli e-book reader.

psr-505_4Una volta collegato via USB al computer il PRS-505 viene visto come una qualsiasi periferica di archiviazione di massa (quindi utilizzabile anche con Mac OS X e Linux oltre che con Windows) ed è possibile quindi caricarci sopra i file semplicemente copiandoli nelle apposite cartelle… è però anche vero che adottando questa soluzione si perdono alcune “chicche” come la creazione di raccolte e l’editing dei metadati accessibili solo tramite il software originale (ahimè Windows Only). Per chi si stesse già preoccupando di non poter utilizzare appieno questo dispositivo senza dover avere un computer con windows fughi immediatamente ogni timore… infatti grazie al software Calibre (disponibile sia per Mac OS X che per Linux) è possibile gestire il dispositivo al 100% delle sue potenzialità (e con esso tutta la propria libreria di e-book). Calibre, oltre a permettere di gestire la libreria, i metadati, le raccolte, ecc… del proprio e-book reader permette anche di riformattare i PDF in maniera che siano comodamente leggibili sullo schermo del dispositivo (evitando così di far fare questa operazione al reader che risparmierebbe così parecchia energia non dovendo farlo da se).

psr-505_5Passando ad un analisi più personale de “feeling” di utilizzo devo dire che l’apparecchio è davvero comodo, è piccolo leggero ed ha davvero un’autonomia eccezionale. Per i viaggi lunghi in cui si portano dietro più di un libro (o magari dove ci si deve portare dietro dispense dell’università) è davero l’ideale… o anche semplicemente per leggersi un libro comodamente sulla poltrona di casa propria. Lo schermi E-Ink non affatica minimamente lo sguardo (da lo stesso “feeling” della carta) ed essendo opaco è esente da qualsivoglia riflesso. Come si può poi vedere dalle immagini per il controllo è dotato di numerosi tasti… per sfogliare le pagine del proprio libro si può ricorrere o ai 2 tasti “freccia” situati sul bordo destro del dispositivo oppure 1 due tasti altrettanto “frecciosi” presenti nel più grosso tasto “circolare” presente in basso a sinistra. Per l’interazione col menu invece si può ricorrere o ai tasti numerati (ogni opzione viene contraddistinta da un tasto che le sta giusto a fianco) o navigando con le frecce presenti sul tasto “circolare” situato in basso a destra. Il dispositivo può essere semplicemente sospeso (con un consumo molto basso di energia ma comunque presente) oppure spento (consumo energetico assente): in caso di sospensione il riavvio è immediato mentre in caso di spegnimento il caricamento del firmware richiede almeno 30 secondi.

Se dovesse uscire in italia è un prodotto che consiglio veramente a tutti… in particolare il suo prezzo e davvero concorrenziale se si considera che qua da noi l’analogo più economico (CyBook Gen3) costa almeno 280€.

dic 02

mac-powerUltimamente c’è stato un gran parlare riguardo al fatto che nei modelli più recenti della serie di portatili di Apple (MacBook a MacBook Pro) il sistema funzioni a “regime limitato” nel caso si utilizzino con la batteria rimossa. Poco dopo la diffusione della notizia tutti si sono lanciati in mille speculazioni senza avere nella maggior parte dei casi dati o specifiche oggettivi a supporto di quanto affermato.

La più popolare, ma a mio avviso anche la più improbabile, delle speculazioni è che l’alimentatore dei MacBook fosse sottodimensionato (non in grado di fornire alla macchina tutta la potenza di cui ha bisogno) rispetto alle reali esigenze di queste macchine. 

Perché la ritengo improbabile? Semplicemente perché, se effettivamente l’alimentatore fosse sottodimensionato, in caso di utilizzo “pesante” della macchina, con batteria inserita ed attaccata alla corrente, la batteria dovrebbe cessare di caricarsi ed anzi cominciare a scaricarsi, cosa che non accade (ho fatto delle prove a riguardo).

Perché quindi limitare la potenza della macchina con la batteria disinserita? Le mie ipotesi sono 2: la prima è che lo slew rate dell’alimentatore potrebbe non essere in grado, da solo, di soddisfare improvvisi picchi di consumo e, nel caso avvenissero, la batteria farebbe da tampone fino a quando l’alimentatore non fosse arrivato a regime. La seconda è che in caso di improvvisi cali di tensioni della rete elettrica l’alimentatore sarebbe in grado di “mascherarli“, se sufficientemente brevi, ma solo a patto che le richieste di potenza siano inferiori ad un determinato valore (si evita quindi lo spegnimento improvviso della macchina… cosa che ad esempio accadeva ad un mio vecchio notebook dopo che la batteria ci aveva “lasciato“).

Resta comunque che in assenza di maggiori dati tecnici tutte queste affermazioni restano mere speculazioni!

nov 05

intel_core_i7_logoNehalem (il cui nome commerciale sarà “Core i7″) è il nome in codice della nuova architettura che Intel introdurrà nella sua prossima generazione di processori… ed è un po’ una piccola rivoluzione! 

Già presentata in occasione dell’IDF di Settembre del 2007 Nehalem tiene fede alla tanto nominata cadenza “tick tock” che prevede, con alternanza di un anno, il cambio di architettura (tock) o di processo produttivo (tick).

Nehalem è quindi sviluppato con processo produttivo a 45 nm e solo nel 2009 saranno introdotte le prime versioni “ridotte” a 32 nm che cadranno sotto il nome in codice di Westmere.

Tanto per fare un piccolo elenco delle novità di questa architettura:

  • Gestione dinamica dei core, dei thread e della cache
  • Cache L3 per lo scambio dati tra i core
  • Memory Controller integraro con eliminazione del Front Side Bus
  • Possibilità di grafica integrata
  • Possibilità di avere sino a 8 core
  • Simultaneous MultiThreading (SMT) che permette digestire un maggior numero di thread senza aumentare i consumi 

Il Front side bus (che per la cronaca è il bus che collega la CPU al controller della memoria) è stato eliminato in quanto questa nuova generazione di CPU integra direttamente al suo interno il Memory Controller affiancandolo alla tecnologia Quick Path Interconnect (chip di interconnessione, caratterizzato da una bi-direzionalità dei dati) ottimizzando così la gestione e lo scambio di informazioni tra i core dello stesso processore. 

Le prime versioni di Nehalem integrano controller a triplo canale, ciò significa che, per riuscire a sfruttare la massimo la piattaforma non saranno più sufficienti due moduli di memoria, bensì tre. Con l’introduzione dei controller a tre canali aumenta in modo esponenziale la banda passante, garantendo così un costante afflusso dei dati alla crescente potenza di calcolo presente in questa nuova famiglia di processori.

nehalemdie

Il Simultaneous MultiThreading “ricicla” la tecnologia HyperThreading utilizzata da Intel all’interno dei Pentium 4 che permette ad un singolo core di indirizzare, allo stesso tempo (sdoppiandolo virtualmente), non più una sola operazione, ma due. Questo viene reso possibile tramite lo sfruttamento dei tempi morti presenti durante l’esecuzione dei processi.

La cache di questa nuova architettura poi si struttura su 3 livelli: un L1 da 64KB (stessa dimensione di quella dei Penryn), un L2 da 256KB per core (nei Penryn erano 6MB condivisi da tutti i core) ed un L3 da 8MB (che perà potra aumentare a seconda del numero di core). 

La cache L3 andrà a sostituire, in parte, il ruolo che in Penryn occupava quella L2. Inizialmente, nei primi modelli quad-core, sarà di 8 MB, ma varierà a seconda del numero di core. Come da sempre, questa cache sarà di tipo “inclusivo” e non “esclusivo”. Il termine inclusivo implica il fatto che la cache di terzo livello integri, al suo interno, anche i dati presenti nelle cache L1 e L2. 

Che dire d’altro… aspettiamo con ansia l’immissione sul mercato di questo piccolo gioiellino d’ingegneria che segna la fine di un’era e l’inizio di un’altra! 

ott 31

Recentemente Apple ha totalmente rimosso da tutta la sua linea di portatili lo schermo opaco (precedentemente  disponibile come opzione gratuita su tutti i modelli di MacBook Pro)… e subito tutti a gridare alla tragedia! Sembra che senza schermo opaco sia impossibile lavorare… eppure ormai la maggior parte dei portatili lo utilizza (che si questa la causa della crisi economica mondiale? Tutti hanno lo schermo lucido e nessuno lavora più!). Aggiungiamo poi che, secondo la mia modesta opinione, gli schermi lucidi son ben più belli di quelli opachi… colori decisamente più brillanti e vivi!

La mia passione per gli schermi lucidi nasce ben prima del mio passaggio ad Apple… risale ai  tempi del mio primo portatile Sony Vaio (2004) che aveva uno schermo lucido con tecnologia X-Black. Da subito i colori mi risultavano ben più belli e brillanti che sullo schermo LCD della Olidata che usavo sul computer desktop… e addirittura il passare dallo schermo del Vaio all’Olidata mi provocava fastidi in quanto mi sembrava che questo fosse rotto a causa della minore qualità di colori e definizione (non che l’Olidata fosse uno cattivo schermo.. anzi… solo che passare dall’uno all’altro urtava la vista a causa della differenza qualitativa ). Sicché, per ovviare a questo problema, decisi di sostituire LCD della olidata con uno schermo lucido Sony  anch’esso dotato di tecnologia X-Black.

Fui soddisfattissimo dello scambio e tuttora uso ancora quello schermo con grande soddisfazione (o come schermo secondario dell’iMac o come schermo del mio “computer per test”). Successivamente tutti i portatili e i monitor dei computer che ho comprato sono stati a schermo lucido e mi hanno sempre dato grandissima soddisfazione!

Considerando poi che io passo almeno 15 ore al giorno davanti allo schermo di un computer se effettivamente quelli lucidi rendessero meno confortevole, se non impossibile, il lavoro credo che me ne sarei accorto! I riflessi sono senz’altro maggiori che con uno schermo opaco ma, a meno che la fonte di luce sia particolarmente intensa ed esattamente di fronte al monitor, assolutamente insignificanti se paragonati al guadagno in termini di qualità dei colori (io i riflessi li vedo solo se mi impegno sforzandomi di  metterli a fuoco).

Alla fine ho il forte sospetto che, come al solito, tutta questa storia sia una pura questione di gusti o abitudini… come sempre l’essere umano ha la tendenza a credere che il mondo abbia le sue stesse esigenze o preferenze stigmatizzando tutto ciò che differisce da queste!

ott 25

Come tutti i miei lettori ben sanno sono felicissimo possessore di un iMac 24″ Aluminium prima generazione che aveva, fino a ieri, 2 GB di ram. La macchina ha sempre funzionato alla perfezione se non che ultimamente ho cominciato anche a dilettarmi giocando a SPORE è questo ha fatto si che la mia macchina divenisse un po’ più avida di risorse. Il gioco di per se funziona perfettamente sul mio iMac anche solo con 2GB di ram solo che ne occupa la maggior parte rendendo un po’ difficoltosa l’utilizzo di altre applicazioni in contemporanea. Oppure una volta chiuso SPORE bisognava aspettare una decina di secondi affinchè tutta la ram che era stata swappata venisse ricaricata in ram… e a me quasta cosa infastidiva un pelo perchè amo avere una macchina sempre scattante!

Ho deciso quindi di investire in un aumento della memoria ram del mio iMac portandola da 2GB a 4GB. Avendo l’iMac solo 2 slot per la ram ed essendo i 2GB a mia disposizione 2 banchi da 1GB l’uno mi sono visto costretto a comprarne o 2 da 2GB o uno da 4GB. Alla fine mi sono orientato verso l’acquisto di 2 banchi da 2GB sul sito www.buydifferent.it per la modica cifra totale di 67€ (comprare la ram sull’Apple store è un uicidio economico). Fatto l’ordine sul sito web alle 10 del mattino di giovedì e ricevuto la merce alle 11 del mattino del giorno seguente!

La ram è di un’azienda tedesca, la TakeMS, ha prestazioni lievemente inforiori (circa il 2 o 3%) rispetto alla Samsung fornita dalla Apple… ma visto la differenza di costo ho deciso che sarebbe andata più che bene.

La sostituzione della ram sull’iMac non è particolarmente difficile… consiste fondamentalmente nell’accedere alla parte inferiore della macchina, svitare l’unica vite che tiene chiuso lo sportello del comparto RAM, sfilare i vecchi moduli ed inserire queli nuovi. Unico “problema” di tutta la procedura è che gli slot dove è inserita la ram sono molto stretti ed è impossibile estrarla senza l’ausilio di pinze (quelle con la punta in gomma altrimenti si rischia di rovinare il banco che si sta estraendo).

Una volta completata la sostituzione si riavvita lo spotrello e si riaccende il computer. La macchina adesso va davvero egregiamente… anche avendo SPORE aperto è come se il computer non stesse facendo nulla!

ott 15

Apple, come molti di voi sapranno, oggi (anzi ieri vsita l’ora) ha presentato tutta una serie di nuovi prodotti tra cui vi è anche il nuovissimo LED Cinema Display… il prodotto burla del Keynote di Jobs!

Si… burla… perchè è impossibile che si tratti di qualcosa di vero!

Stiamo parlando di uno schermo da 24 pollici con retroilluminazione a LED dal costo di be 849€ (il mio primogenito no???) che però ha l’innovativissima feature di poter essere collegato solo ed esclusivamente ai portatili Apple (MacBook, MacBook Pro e MacBook Air)… se si possiede un MacPro o un qualsiasi altro computer non se ne si fa nulla!

E’ chiaro che deve trattarsi di uno schermo… perchè è assolutamente ridicolo fare uno schermo che può essere utilizzato solo come schermo ausiliario di un determinato modello di portatile! E se cambiassi portatile e optassi per qualcosa non di Cupertino? Lo dovrei forse buttare? E se volessi usarlo assieme al mio computer fisso (indipendentemente dalla sua marca)? Cioè… stiamo parlando di un 24″, che è un egregio monitor per un desktop, e mi dite che non posso usarlo col mio computer fisso ma solo con il mio portatile?

Ma ad Apple devono essersi aperti la scatola cranica e bevuti il cervello dopo averlo corretto con un po’ di tequila se credono davvero che qualcuno possa anche solo considerare un simile acquisto!

Parliamoci chiaro… solo un idiota con tanti ma tanti soldi da buttare potrebbe comprarsi del ciarpame simile (è vero che i fanboy di Apple farebbero di tutto per Jobs, ma credo che l’acquisto di sto coso vada al di la anche di quanto sarebbe disposto a fare il più devoto dei sudditi della mela… o almeno lo spero)!

P.S.: non vorrei essere frainteso… se il prodotto fosse collegabile a qualsiasi computer e avesse anche un cavo speciale per i macbook (che funge un po da dock-station) sarebbe un ottimo prodotto… ma così come invece è proprio no!

ott 13

Questo week end ho comprato un hard disk Western Digital MyBook Home Edition da 1 TB sperando di collegarlo alla porta firewire 400 del mio iMac Aluminium 24″… purtroppo qualcosa non è andato per il verso giusto!

Una volta collegato via firewire l’HD all’iMac non c’è verso che questi lo riconosca… il bus firewire comincia a resettarsi ogni 3 minuti rendendo impossibile il “mount” del disco! Tra l’altro provando a controllare le periferiche collegate al computer tramite “System Profiler” ciò che è connesso via firewire 400 risulta sconosciuto.

Per prima cosa ho controllato il corretto funzionamento dell’interfaccia firewire del mio iMac con altri dispositivi… tutto a posto, ho quindi iniziato a sospettare che il malfunzionamento stesse nell’interfaccia firewire dell’HD  (via USB 2.0 funziona tutto correttamente… è solo il firewire a dare problemi) ma ulteriori test su altre macchine hanno dimostrato che non era neppure quela (l’HD ha funzionato correttamente via firewire con altri Mac).

A questo punto mi sono rivolto al World Wide Web… una veloce ricerca ha immediatamente messo in luce il fatto che non sono l’unico possessore di Mac ad aver avuto problemi con un disco Western Digital e anzi… sono in ottima compagnia! In sostanza sembrerebbe che alcuni modelli di Mac (tra cui sembrerebbe esserci l’iMac Aluminium) hanno una incompatibilità con ni dischi della Western Digital (in particolare della serie MyBook) che ne rende l’utilizzo via Firewire impossibile (o quasi… c’è chi giura che con magheggi strani e l’aiuto di qualche formula è riuscito a collegare il disco un paio di volte via firewire).

A questo punto la domanda è… con chi devo prendermela?

Dopo lungo meditare sono giunto alla conclusione che la colpa è tando di Western Digital quanto di Apple:

Nel caso della Western c’è da arrabbiarsi perchè nonostante sui loro prodotti ci sia scritto che sono Mac compatibili questo non è sempre vero! Perbacco… la Apple non ha milioni di modelli, un po’ di testing potrebbero anche farlo (considerato poi che il mio iMac è un modello vecchio di un anno… quindi non l’ultimo uscito)!

Nel caso di Apple invece c’è da chiedersi che cavolo abbiano fatto con il controller Firewire da renderlo inabile all’utilizzo di dischi che funzionano invece egregiamente con altri Mac o PC! E che cavolo… che prestino attenzione a quello che montano sui loro prodotti (con quello che costanto…)!

In conclusione ho dovuto rinunciare all’utilizzo del disco via firewire e l’ho collegato al mio HUB USB.

apr 24

Questo lunedì, a causa della neanche tanto prematura (visti i 5 anni di vita) “dipartita” del mio impianto di altoparlanti, sono andato sul sito della Creative (della quale sono un affezionato cliente… a partire dalla mia prima scheda audio: una Soundblaster 16bit) e dopo una neanche tanto lunga ricerca mi sono lanciato nell’acquisto degli I-Trigue L3800.

L’I-Trigue L3800 è il top di gamma della serie, è un sistema di altoparlanti 2.1 (2 casse più il subwoofer) con le seguenti specifiche tecniche:

  • Satelliti: 9 Watt RMS per canale
  • Subwoofer: 30 Watt RMS
  • Risposta in frequenza: 30Hz ~ 20kHz
  • Subwoofer potente con cono da 6.5″ e doppia apertura svasata per bassi eccezionali.
  • Ricevitore IR /controllo su cavo per accensione/spegnimento, regolazione del volume e dei bassi, disattivazione dell’audio, presa ausiliaria e uscita cuffie.

Il suono a mi parere è ottimo (anche se vista la qualità del mio udito la cosa va considerata molto IMHO) e si diffonde uniformemente nella stanza! Il sistema di controllo via infrarossi sembrerebbe essere utile ma non credo me ne farò molto… al contrario della centralina di controllo volume-bassi che contiene anche l’uscita per le cuffie è la presa per l’input (così da permettere di attaccarvi dispositivi plug & play style). Il livello dei bassi e del volume (regolati tramite una rotellina) viene visualizzato tramite una barra illuminata a led. In sintesi…. mi sembra un buon prodotto!

L’ordine del prodotto era stato fatto direttamente sul sito della creative lunedì mattina… è stato spedito poi il giorno seguente per poi infine venirmi consegnato questa mattina. 

Per quanto il servizio sia stato efficiente e rapido devo però far un rimprovero alla Creative in quanto durante la transazione ho avuto poco feedback. Infatti, una volta effettuato l’ordine, non ho ricevuto alcuna mail di conferma… ed il controllo dello “stato dell’ordine” tramite l’apposito codice è divenuto attivo solo dopo qualche ora (durante questo periodo non ho avuto alcun modo di sapere se il mio ordine fosse andato a buon fine). Una volta poi che mi è stata comunicata la spedizione con DPD (almeno in questo caso una mail mi è stata spedita) il sistema di tracking non ha funzionato (quindi per prevedere le tempistiche di arrivo mi son dovuto basare sulla mia personale esperienza). 

Resta comunque il fatto che il tutto si è svolto con serietà e rapidità!