nov 20

Ebbene signori, siccome nella mia vita ho abbondanza di tempo libero (spero si sia notata l’ironia delle mie parole), ho deciso di unire la mia passione per il forza 4 (famoso gioco da tavola) ed i miei recenti studi nel campo delle intelligenze artificiali per creare un applicazione dotata di AI per il succitato gioco!

L’obiettivo finale sarebbe quello di creare un’applicazione per iPhone ed iPod Touch ma siccome ho deciso di procedere per gradi la fase di studio dell’AI verrà fatta “codando” in Java.

Come cominciare quindi? Si inizia sviluppando l’ambiente in cui andrà ad operare la nostra intelligenza artificiale… cioè il “campo” di gioco. Scriveremo quindi la classe Java “Board” che conterrà come variabile una matrice di interi di 6 righe per 7 colonne (la rappresentazione del campo di gioco ufficiale) con i metodi relativi alla sua gestione:

  • Costruttore
  • Metodo di inizializzazione della matrice
  • mossa (inserimento di un gettone da parte di un giocatore)
  • controllo sul fatto che una mossa sia possibile
  • controllo se un giocatore ha vinto
  • controllo sul fatto che il gioco sia finito o no (vincita di un giocatore o Board piena)
  • metodo di “stampa” della board
  • getters e setters

Nella matrice del campo di gioco il valore 0 starà a significare casella libera, il valore 1 gettone del giocatore 1 ed il valore 2 gettone del giocatore 2. Nel metodo di controllo della vincita di un giocatore ho cercato di strutturare l’algoritmo in modo che esegua il minor numero possibile di calcoli, anche a costo di una aumento della complessità del codice, poiché questo sarà utilizzato tantissimo dall’AI quindi anche un piccolo risparmio in termini di calcolo sarà sicuramente apprezzato dal processore!

Il codice sorgente della classe Board è liberamente scaricabile da qua (licenza GPL v2): Board.java

Per testare il funzionamento della classe “Board” è stata scritta una classe “Test” che inplementa una versione rudimentale del gioco (via console) priva di intelligenza artificiale (essere umano vs. essere umano).

Il codice sorgente della classe Test è liberamente scaricabile da qua (licenza GPL v2): Test.java

Per il seguito della progettazione e dello sviluppo del gioco di Forza 4 vi invito a seguire il Blog nei prossimi giorni!

P.S.: Si ringrazia il Dott. (in Ingegneria Informatica) Marco Casiero per la collaborazione al progetto.

nov 18

Girando su internet mi sono imbattuto in questo spassosissimo video che racconta come sarebbero andate le avventure di Neo e amici se Matrix si fosse basato sul sistema operativo di Microsoft…

nov 11

In effetti siamo un po’ fuori periodo per parlare della mia torta di compleanno dell’anno scorso (trattandosi di eventi vecchi di 11 mesi…) ma mi sono accorto di non aver mai postato una sua foto… e siccome è una cosa abbastanza “goliardica” mi sarebbe dispiaciuto non renderne il mondo partecipe!

Riuscite a capire quanti hanni ho compiuto guardando le candeline? :P

torta

nov 07

quicksilver-logoIo, da tempo immemore (praticamente dal giorno dell’acquisto del mio primo Mac), uso QuickSilver come launcher per le applicazioni su OS X… ai tempi di Tiger questa scelta era decisamente ragionevole in quanto Spotlight di default non evidenziava quello che riteneva il miglior risultato della ricerca obbligando l’utente a scendere con le frecce direzionali prima di poter premere invio ed aprire l’applicazione cercata, al contrario QuickSilver dopo la pressione delle prime iniziali del nome dell’applicazione consente di aprirla istantaneamente premendo invio (risparmiando così parecchio tempo all’utente). Adesso con Leopard sono però cambiate le cose in quanto Spotlight evidenzia di default il miglior risultato della ricerca permettendo di aprirlo subito tramite invio… proprio come QuickSilver!

A causa di questa “sovrapposizione” di funzionalità lo sviluppo di QuickSilver è stato anche abbandonato (a dire il vero funzionava egregiamente quindi non è che si risenta dell’abbandono dello sviluppo… tra l’altro mi pare sia stato rilasciato sotto licenza Open Source quindi se qualche anima pia volesse riprendere a lavorarci il supporto ricomincerebbe).

Nonostante questa sovrapposizione di ruoli, per abitudine, ho continuato ad usare QuickSilver anche sotto leopard limitando l’uso di Spotlight alle ricerche di altro tipo (tutte eccetto quelle per le applicazioni).

La settimana scorsa però mi sono chiesto se non fosse effettivamente uno spreco utilizzare contemporaneamente 2 programmi per l’indicizzamento invece di uno solo e ho quindi provato ad abbandonare del tutto l’uso di QuickSilver in favore di Spotlight.

Dopo una settimana di prova sono infine giunto ad una conclusione… per il lancio delle Applicazioni QuickSilver è ancora la scelta migliore! Per quanto Spotlight sia estremamente rapido (parimerito con QuickSilver) e sia estremamente preciso con le ricerche ha un difetto fondamentale: il suo algoritmo mette in posizione più alta nella ricerca quei file che sono stati aperti per ultimi rendendo dinamico il risultato di una ricerca. Per farvi un esempio… se digito le lettere “ma” per aprire Mail è probabile che il “risultato migliore” sia per l’appunto Mail ma se ho aperto programmi che hanno un “ma” nel nome (tipo TextMate) dopo l’ultima apertura di Mail saranno questi a venire evidenziati di default… in soldoni a parità di lettere cercate il risultato cambia a seconda del precedente uso del computer. In assoluto questa strategia di ricerca è vincente… ma ma si sposa all’utilizzo come launcher!

QuickSilver invece adotta un approccio differente da Spotlight… adatta le ricerche dell’utente ai risultati da lui precedentemente selezionati. In questo modo so per certo che alla pressione di determinati tasti corrisponedrà sicuramente l’apertura di un determinato programma! Se ad esempio premo “m” ed invio aprirà sicuramente Mail (questo perché le prime volte che scrivevo “m” dalla lista dei risultati sceglievo Mail e quindi ci si è abituato iniziando a preselezionarlo di default), se premo “t” aprirà il Terminale, “te” aprirà TextMate e così via! In sostanza il software si adatta alle abitudini dell’utente rendendo molto più immediato il lancio delle applicazioni!

Concludendo… per quanti fossero indecisi se abbandonare o no QuickSilver il mio consiglio è di tenerselo ben stretto, per chi invece non lo usa il mio consiglio è di cominciare a farlo!

nov 05

intel_core_i7_logoNehalem (il cui nome commerciale sarà “Core i7″) è il nome in codice della nuova architettura che Intel introdurrà nella sua prossima generazione di processori… ed è un po’ una piccola rivoluzione! 

Già presentata in occasione dell’IDF di Settembre del 2007 Nehalem tiene fede alla tanto nominata cadenza “tick tock” che prevede, con alternanza di un anno, il cambio di architettura (tock) o di processo produttivo (tick).

Nehalem è quindi sviluppato con processo produttivo a 45 nm e solo nel 2009 saranno introdotte le prime versioni “ridotte” a 32 nm che cadranno sotto il nome in codice di Westmere.

Tanto per fare un piccolo elenco delle novità di questa architettura:

  • Gestione dinamica dei core, dei thread e della cache
  • Cache L3 per lo scambio dati tra i core
  • Memory Controller integraro con eliminazione del Front Side Bus
  • Possibilità di grafica integrata
  • Possibilità di avere sino a 8 core
  • Simultaneous MultiThreading (SMT) che permette digestire un maggior numero di thread senza aumentare i consumi 

Il Front side bus (che per la cronaca è il bus che collega la CPU al controller della memoria) è stato eliminato in quanto questa nuova generazione di CPU integra direttamente al suo interno il Memory Controller affiancandolo alla tecnologia Quick Path Interconnect (chip di interconnessione, caratterizzato da una bi-direzionalità dei dati) ottimizzando così la gestione e lo scambio di informazioni tra i core dello stesso processore. 

Le prime versioni di Nehalem integrano controller a triplo canale, ciò significa che, per riuscire a sfruttare la massimo la piattaforma non saranno più sufficienti due moduli di memoria, bensì tre. Con l’introduzione dei controller a tre canali aumenta in modo esponenziale la banda passante, garantendo così un costante afflusso dei dati alla crescente potenza di calcolo presente in questa nuova famiglia di processori.

nehalemdie

Il Simultaneous MultiThreading “ricicla” la tecnologia HyperThreading utilizzata da Intel all’interno dei Pentium 4 che permette ad un singolo core di indirizzare, allo stesso tempo (sdoppiandolo virtualmente), non più una sola operazione, ma due. Questo viene reso possibile tramite lo sfruttamento dei tempi morti presenti durante l’esecuzione dei processi.

La cache di questa nuova architettura poi si struttura su 3 livelli: un L1 da 64KB (stessa dimensione di quella dei Penryn), un L2 da 256KB per core (nei Penryn erano 6MB condivisi da tutti i core) ed un L3 da 8MB (che perà potra aumentare a seconda del numero di core). 

La cache L3 andrà a sostituire, in parte, il ruolo che in Penryn occupava quella L2. Inizialmente, nei primi modelli quad-core, sarà di 8 MB, ma varierà a seconda del numero di core. Come da sempre, questa cache sarà di tipo “inclusivo” e non “esclusivo”. Il termine inclusivo implica il fatto che la cache di terzo livello integri, al suo interno, anche i dati presenti nelle cache L1 e L2. 

Che dire d’altro… aspettiamo con ansia l’immissione sul mercato di questo piccolo gioiellino d’ingegneria che segna la fine di un’era e l’inizio di un’altra! 

nov 04

Come potete vedere sono assolutamente incapace di lasciare invariato il layout di questa pagina per più di 10 giorni… questa volta ho aggiunto delle (spero) splendide cornici che racchiudono tutti gli articoli ed i menu della sidebar dando alla pagina un look molto high-tech (o almeno a me così pare).

Spero che vi piaccia (fatemi sapere cosa ne pensate)!

P.S.: ho in cantiere altre modifiche che credo avrete modo di vedere a breve!a

ott 31

Recentemente Apple ha totalmente rimosso da tutta la sua linea di portatili lo schermo opaco (precedentemente  disponibile come opzione gratuita su tutti i modelli di MacBook Pro)… e subito tutti a gridare alla tragedia! Sembra che senza schermo opaco sia impossibile lavorare… eppure ormai la maggior parte dei portatili lo utilizza (che si questa la causa della crisi economica mondiale? Tutti hanno lo schermo lucido e nessuno lavora più!). Aggiungiamo poi che, secondo la mia modesta opinione, gli schermi lucidi son ben più belli di quelli opachi… colori decisamente più brillanti e vivi!

La mia passione per gli schermi lucidi nasce ben prima del mio passaggio ad Apple… risale ai  tempi del mio primo portatile Sony Vaio (2004) che aveva uno schermo lucido con tecnologia X-Black. Da subito i colori mi risultavano ben più belli e brillanti che sullo schermo LCD della Olidata che usavo sul computer desktop… e addirittura il passare dallo schermo del Vaio all’Olidata mi provocava fastidi in quanto mi sembrava che questo fosse rotto a causa della minore qualità di colori e definizione (non che l’Olidata fosse uno cattivo schermo.. anzi… solo che passare dall’uno all’altro urtava la vista a causa della differenza qualitativa ). Sicché, per ovviare a questo problema, decisi di sostituire LCD della olidata con uno schermo lucido Sony  anch’esso dotato di tecnologia X-Black.

Fui soddisfattissimo dello scambio e tuttora uso ancora quello schermo con grande soddisfazione (o come schermo secondario dell’iMac o come schermo del mio “computer per test”). Successivamente tutti i portatili e i monitor dei computer che ho comprato sono stati a schermo lucido e mi hanno sempre dato grandissima soddisfazione!

Considerando poi che io passo almeno 15 ore al giorno davanti allo schermo di un computer se effettivamente quelli lucidi rendessero meno confortevole, se non impossibile, il lavoro credo che me ne sarei accorto! I riflessi sono senz’altro maggiori che con uno schermo opaco ma, a meno che la fonte di luce sia particolarmente intensa ed esattamente di fronte al monitor, assolutamente insignificanti se paragonati al guadagno in termini di qualità dei colori (io i riflessi li vedo solo se mi impegno sforzandomi di  metterli a fuoco).

Alla fine ho il forte sospetto che, come al solito, tutta questa storia sia una pura questione di gusti o abitudini… come sempre l’essere umano ha la tendenza a credere che il mondo abbia le sue stesse esigenze o preferenze stigmatizzando tutto ciò che differisce da queste!

ott 25

Come tutti i miei lettori ben sanno sono felicissimo possessore di un iMac 24″ Aluminium prima generazione che aveva, fino a ieri, 2 GB di ram. La macchina ha sempre funzionato alla perfezione se non che ultimamente ho cominciato anche a dilettarmi giocando a SPORE è questo ha fatto si che la mia macchina divenisse un po’ più avida di risorse. Il gioco di per se funziona perfettamente sul mio iMac anche solo con 2GB di ram solo che ne occupa la maggior parte rendendo un po’ difficoltosa l’utilizzo di altre applicazioni in contemporanea. Oppure una volta chiuso SPORE bisognava aspettare una decina di secondi affinchè tutta la ram che era stata swappata venisse ricaricata in ram… e a me quasta cosa infastidiva un pelo perchè amo avere una macchina sempre scattante!

Ho deciso quindi di investire in un aumento della memoria ram del mio iMac portandola da 2GB a 4GB. Avendo l’iMac solo 2 slot per la ram ed essendo i 2GB a mia disposizione 2 banchi da 1GB l’uno mi sono visto costretto a comprarne o 2 da 2GB o uno da 4GB. Alla fine mi sono orientato verso l’acquisto di 2 banchi da 2GB sul sito www.buydifferent.it per la modica cifra totale di 67€ (comprare la ram sull’Apple store è un uicidio economico). Fatto l’ordine sul sito web alle 10 del mattino di giovedì e ricevuto la merce alle 11 del mattino del giorno seguente!

La ram è di un’azienda tedesca, la TakeMS, ha prestazioni lievemente inforiori (circa il 2 o 3%) rispetto alla Samsung fornita dalla Apple… ma visto la differenza di costo ho deciso che sarebbe andata più che bene.

La sostituzione della ram sull’iMac non è particolarmente difficile… consiste fondamentalmente nell’accedere alla parte inferiore della macchina, svitare l’unica vite che tiene chiuso lo sportello del comparto RAM, sfilare i vecchi moduli ed inserire queli nuovi. Unico “problema” di tutta la procedura è che gli slot dove è inserita la ram sono molto stretti ed è impossibile estrarla senza l’ausilio di pinze (quelle con la punta in gomma altrimenti si rischia di rovinare il banco che si sta estraendo).

Una volta completata la sostituzione si riavvita lo spotrello e si riaccende il computer. La macchina adesso va davvero egregiamente… anche avendo SPORE aperto è come se il computer non stesse facendo nulla!